Bhagavad Gita

"Conosci quello, dal quale tutto questo è pervaso, come indistruttibile. Nessuno può causare la distruzione di quello, l'immutabile". (II,17).
"Le armi non tagliano il Sé, il fuoco non lo brucia, l'acqua non lo bagna, il vento non lo asciuga". (II,23)
"Questo Sé non può essere tagliato, bruciato, bagnato o prosciugato. E' eterno, onnipervadente, stabile, inamovibile e antico". (II,24)
"Il Sé è detto essere non-manifesto, impensabile e immutabile. Perciò, sapendo che è così, non devi angosciarti". (II,25)
"Quel Sé, che risiede nel corpo di ognuno, è eternamente indistruttibile, o Arjuna..." (II,30)
"Quella che è la sottile essenza di tutto, in quella tutto ciò che esiste ha il suo essere. Quella è la verità. Quello è il Sé. Quello tu sei, O Svetaketu". (Chandoghya Upanishad).

Il corpo è soggetto a cambiamento, ma neanche gli elementi sono distrutti nel senso di cessare di esistere; la materia stessa, in ultima analisi è indistruttibile, perchè, com'è stato provato dalla scienza, la massa è energia in stato d'inerzia!
La vita non può essere distrutta: l'energia stessa è indistruttibile, la sua apparente distruzione è solo trasformazione.
Il corpo e la vita sono strumenti nelle mani dell'anima, che è della natura di pura coscienza. Il corpo è inerte, la vita è cieca energia: è l'anima la direttrice cosciente all'interno di questi due; questa coscienza è onnipervadente, e perciò una, senza un secondo.
L'anima è immortale, indipendente, libera e non soggetta al dolore o alla distruzione, non è fisica o psicologica, non è un concetto o un'entità totalmente indipendente da altre entità; pur essendo incomprensibile, essa è realizzabile. La si realizza come l'uno in tutto.
da: Swami Venkatesananda,
The Song of God (Bhagavad Ghita)

Traduzione di Pasquale D'Adamo

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